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Erdogan s’infuria per il ricordo del genocidio degli armeni. Meloni: «Non può far parte dell’Europa

Si ricorda oggi, a livello internazionale, il genocidio degli armeni, massacrati dai “Giovani turchi” durante la Prima guerra mondiale. Le vittime furono 1,5 milioni. La ricorrenza, oltre a offrire una testimonianza di quegli orrori, rappresenta anche una cartina di tornasole dei rapporti che il mondo occidentale può intrattenere con la Turchia, oggi più che mai arroccata sulle posizioni negazioniste di Erdogan. 

Sul genocidio degli armeni Biden fa infuriare Erdogan 

Per avere la misura dell’impatto che l’argomento ha negli equilibri geopolitici del momento, basti dire che l’attesa telefonata tra Joe Biden ed Erdogan, dopo l’insediamento del primo, è arrivata all’indomani delle anticipazioni della stampa americana sulla volontà della Casa Bianca di riconoscere il genocidio proprio nella giornata di oggi. «La Turchia continuerà a difendere la verità contro il cosiddetto il genocidio degli armeni e quelli che sostengono questa diffamazione», è stato il commento di Erdogan, dopo le indiscrezioni sulle intenzioni di Biden. La Casa Bianca non ha confermato che durante la conversazione si sia parlato anche di quello, ma i media americani sono stati concordi nel riferire che l’argomento sia stato affrontato a latere delle rassicurazioni sulla volontà di mantenere «relazioni bilaterali costruttive». 

Macron per la prima volta alle commemorazioni 

A una lettura politica si presta anche la partecipazione di Emmanuel Macron alla commemorazione che si è svolta stamattina a Parigi. È stata la prima volta, infatti, che il presidente francese vi ha preso parte. E i media francesi non hanno mancato di sottolineare che questo avviene in un momento di particolari tensioni tra Francia e Turchia. «Combatteremo insieme contro il negazionismo, l’odio, la violenza. Il popolo francese e il popolo armeno sono legati per sempre», ha poi scritto su Twitter Macron, postando una foto della cerimonia. 

Per l’Italia un tweet di Roberto Fico 

L’Italia, dopo le dichiarazioni di Mario Draghi su Erdogan «dittatore», sembra invece aver scelto in questo frangente un profilo più basso. La voce delle istituzioni, infatti, si è espressa attraverso un tweet del presidente della Camera, Roberto Fico, che ha ricordato che «due anni fa Montecitorio si è espresso per il riconoscimento del genocidio armeno. Ricordarlo oggi nel giorno in cui questa triste ricorrenza è commemorata sono convinto sia doveroso». 

Brunetta parla da «essere umano» 

Un po’ più decise, invece, le voci della politica, dove però, ancora a metà giornata, a ricordare il massacro del popolo armeno è di fatto solo il centrodestra. Sul tema è intervenuto il ministro Renato Brunetta, scrivendo però di parlare «da veneziano, da italiano, da essere umano». Paragonando lo sterminio del popolo armeno alla «soluzione finale di Hitler contro gli ebrei», Brunetta ha ricordato che «la vibrante comunità degli armeni italiani è una ricchezza straordinaria del nostro Paese, che non ha il diritto di trascurare la ferita ancora aperta di questo popolo», al quale, come «nativo di Venezia», ha voluto «manifestare riconoscenza e affetto a questo grande popolo nel giorno del suo lutto e insieme della sua forza di vita». Matteo Salvini ha postato un messaggio sul dovere del ricordo di «questo crimine abissale». 

Meloni restituisce attualità alla ricorrenza 

Bisogna quindi arrivare al ricordo di Giorgia Meloni per trovare esplicitata con coraggio la piena valenza del ricordo di quel massacro nell’attualità. «Il 24 aprile si commemora il genocidio armeno: tra il 1915 e 1916 i “Giovani Turchi” massacrarono 1.500.000 persone. Dramma riconosciuto dall’Onu, dal Parlamento europeo e dal Vaticano, ma vergognosamente negato da Erdogan. Anche per questo FdI dice no alla Turchia in Europa», ha scritto la leader di FdI su Twitter. Insieme al post, Meloni ha anche pubblicato il corto dal titolo Io sono armeno, che raccoglie le voci di 40 armeni d’Italia e realizzato da Paolo Kessisoglu e Sargis Ghazaryan per commemorare il genocidio e la diaspora di questo popolo.