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Mattarella, suo malgrado, verso un secondo mandato al Quirinale. Parlamento incapace, serve elezione diretta del Presidente.

I vertici della maggioranza di governo si sono incontrati e hanno concordato la rielezione di Mattarella. Una pagina indecorosa per la politica italiana a cui si è sottratto solo il partito conservatore di Fratelli d’Italia – ECR, unica opposizione....

Mentre scriviamo tutto indica che Sergio Mattarella sarà rieletto presidente della Repubblica italiana. Vista la confusione e la pessima figura che hanno caratterizzato il Parlamento italiano nelle elezioni per il rinnovo della carica del presidente della Repubblica, la maggior parte dei partiti che corrispondono anche alla maggioranza del Governo di Unità Nazionale guidato da Mario Draghi, ha optato per la scelta “a-costituzionale” di un bis per Sergio Mattarella , ormai ottantenne, come soluzione migliore per porre fine al caos. 

In un incontro che hanno tenuto questa mattina per mezz'ora, il presidente del Consiglio, Mario Draghi , ha chiesto a Mattarella di rimanere al Quirinale per un nuovo mandato di sette anni per "il bene e la stabilità del Paese", se fosse stato il Parlamento a chiederlo.

Draghi ha poi parlato con i vertici politici dei partiti che compongono il governo di unità nazionale affinché potessero concordare sulla richiesta a Matarella, al fine di superare il vicolo cieco in cui si trova il parlamento.

I vertici della maggioranza di governo si sono incontrati e hanno concordato la rielezione di Mattarella. Una pagina indecorosa per la politica italiana a cui si è sottratto solo il partito conservatore di Fratelli d’Italia – ECR, unica opposizione al Governo.

Bisogna sottolineare quanto sia inusuale e imbarazzante quello che si sta ripetendo in Italia, dopo lo “strappo” costituzionale avvenuto già con Giorgio Napolitano, anni fa, quando un Parlamento ancora una volta frammentato e ammalato di trasformismo, aveva rieletto per la prima volta nella storia della Repubblica, l’allora Presidente, dimessosi poi dopo due anni dal secondo mandato. Sergio Mattarella aveva infati fatto sapere in tutti i modi di non voler continuare al Quirinale dal 3 febbraio, quando scade il suo mandato settennale. Ma il suo nome – suo malgrado dovremmo pensare - è apparso in tutte le votazioni, anche questa mattina, che è stata la settima umata nera, ottenendo 389 voti.

Fratelli d’Italia ha reagito denunciando la situazione politica insostenibile e dichiarando di votare Carlo Nordio, ex magistrato, fin dall’inizio dei giochi per il rinnovo del Quirinale, nella rosa dei grandi elettori del partito.

“Fratelli d’Italia non ha i numeri per essere determinante in questo importante passaggio politico, ma abbiamo le idee molto chiare: vogliamo arrivare a una soluzione nel minor tempo possibile e ci batteremo con ancora maggiore forza per far scegliere la prossima volta direttamente agli italiani il Capo dello Stato e non assistere più al triste spettacolo che il Palazzo sta dando in questi giorni”.

Così era intervenuto stamattina il partito, in una dichiarazione alla stampa, ma ormai la direzione da parte degli altri gruppi politici era già proiettata verso il Mattarella bis.

Ed il leader di FDI e Presidente di ECR, Giorgia Meloni , ha dichiarato di essere “sorpresa” dalla disponibilità di Mattarella, dopo aver finora ribadito in tutte le sedi il suo rifiuto alla rielezione. L’unica soluzione per un Parlamento ormai auto-delegittimato, secondo la Meloni è il ricorso alle elezioni anticipate. “ è sotto gli occhi di tutti che siamo di fronte a un'anomalia sul piano istituzionale e con un Parlamento delegittimato", ha dichiarato la Meloni ai giornalisti che affollavano l’entrata di Montecitorio dove si è presentata dopo l’ennesima riunione dei “grandi elettori” di FdI nelle sale della Camera. Questa posizione di Fratelli d'Italia si inscrive nell’ambito di una rottura di fatto nel centrodestra, coalizione politica che secondo tutti i commentatori, così come rappresentata in Parlamento non esiste più.

Il risultato della ottava votazione che possiamo purtroppo dare per scontato mentre ci si avvia allo scrutinio, dimostra l'incapacità della classe politica di eleggere un presidente della Repubblica e la ormai non più procrastinabile necessità di riformare la Costituzione italiana per rendere l’elezione del Presidente della Repubblica diretta responsabilità dei cittadini, come da anni sostenuto da Fratelli d’Italia.