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Quando l’inclusione sociale veicola per lo sport, attraverso le risorse.

Inclusione sociale?

Diamole voce.

Realizziamola davvero.

Alla volta del confronto delle diverse culture c’è bisogno di dare voce alla diversità.

Diversi usi e costumi, nel rispetto della tradizione e della memoria, devono necessariamente essere valorizzati perché le differenze sono i pilastri di un mondo sempre più globalizzato e standardizzato.

Guardando più avanti delle labili e insostenibili attuali pratiche politiche che suggeriscono, anzi, che impongono pseudo integrazioni, noi siamo i portatori dell’eterna vera battaglia alle diversità e lo facciamo attraverso lo sport, attraverso i valori dello sport.

Soprattutto lo sport oggi può figurare quale vero e proprio impulso di accrescimento sociale in contesti e luoghi svantaggiati, ad esempio l’inclusione per i rifugiati politici, per i minori stranieri e non purtroppo non accompagnati o ancora meglio, in tutte quelle famiglie ad alta conflittualità.

Non di meno ai diversamente abili e per finire, gli ex-detenuti.

Figli di un dio minore che hanno diritto alla trasparenza, alla serenità, alla vita.

Ci si chiede come il settore pubblico e quello privato possono collaborare per creare sinergie.

Risorse.

Le risorse che creano valore, ecco la risposta.

Le risorse oggi rivestono un ruolo fondamentale, se le impegniamo nello sport, esse avranno un ruolo sociale di alto livello e sempre più rilevante.

Proprio per questo motivo si è scelto lo sport quale catalizzatore fra pubblico e privato, perché esso rappresenta un ideale di responsabilità per l’educazione fisica e civica quale occasione per confrontarsi sulle tematiche di settore che possono approdare facilmente alla realizzazione di vere e proprie sinergie stabili nel tempo, perché se è vero che le risorse generano valore,  allora lo sport è la loro banca, custode del loro bene primario, ovvero, il benessere sociale che trae vero vantaggio dall’inclusione sociale e non  dall’estromissione dei più deboli.

Dobbiamo ricordarlo, l'integrazione si propone l'inserimento delle risorse per consentire il raggiungimento di risultati nell'ambito dell'autonomia, socializzazione, comunicazione mentre l'inclusione si pone l'obiettivo principale del superamento reale ed efficace delle barriere alla partecipazione e all'apprendimento.

Noi superiamo le barriere, questo modo di pensare abbraccia e sposa numerosi aspetti e ambiti tra i quali l'inclusione scolastica e l'inclusione lavorativa, oltre quella sportiva e tutte le virtù, combaciano.

Il fine ultimo dell'inclusione sociale è garantire l'inserimento di ciascun individuo all'interno della società indipendentemente della presenza di elementi limitanti, dobbiamo riuscire ad isolare gli elementi limitanti se vogliamo camminare nella giusta direzione senza i freni del retaggio che tuttora ci rallenta il passo.

Liberiamoci dalle reti, costruiamo un futuro libero, sociale e senza quei lacci e laccioli burocratici che ci tengono ancorati ad un malcostume generale, tipico di coloro che, fino ad oggi, hanno gestito la società a compartimenti stagni.

Dividi et impera dicevano gli antichi, congiungi e vivi diciamo noi perché questa visione attuale pone in evidenza tutte le caratteristiche insite nella natura degli sportivi.